Antonio Bux è nato a Foggia nel 1982 e vive da anni tra l’Italia e la Spagna. Poeta, traduttore ed editor tra i più prolifici e carismatici della sua generazione, ha esordito nei primi anni Duemila imponendosi rapidamente all’attenzione della critica nazionale e internazionale grazie a una scrittura dinamica e visionaria. Tra i suoi numerosi volumi in lingua italiana spiccano titoli acclamati come Trilogia dello zero (2012), Sistemi di disordine quotidiano pubblicato da Achille e la Tartaruga (2015), Kevlar (2015), Naturario (2016, finalista al Premio Viareggio), Sasso, carta e forbici (2018), La diga ombra (2020), Diario dell’intruso (2022) e Gemello falso (2022). La sua ricerca espressiva include anche tre raccolte di versi in lingua spagnola e le note sillogi in dialetto foggiano Lattessànghe (2018) e Ki uarde e nun uarde (2022). Nel 2023 ha pubblicato Mappe senza una terra, volume entrato nella prestigiosa dozzina finalista del Premio Strega Poesia, mentre alla fine del 2024 è uscita la sua monumentale opera omnia intitolata semplicemente Poesie, un tomo di quasi novecento pagine che compendia e ridefinisce oltre dieci anni di instancabile ricerca lirica. Come operatore culturale ha fondato e dirige il seguitissimo lit-blog Disgrafie, è redattore della rivista Avamposto e cura diverse collane editoriali, affiancando alla scrittura un’intensa attività di traduzione di grandi voci della letteratura ispanica contemporanea.
Antonio Bux
Sistemi di disordine quotidiano
15,00€
Con Sistemi di disordine quotidiano, pubblicato all’interno della collana Capriccio per Viola di Achille e la Tartaruga, Antonio Bux mette in scena una delle prove più audaci e magnetiche della sua intera produzione. La raccolta si configura come un vero e proprio ordigno verbale capace di scardinare le certezze del vivere comune, esplorando la routine quotidiana non come una sequenza ordinata di gesti, ma come un fitto reticolo di asimmetrie, fratture e improvvisi cortocircuiti di senso. La parola di Bux si muove con passo ritmico e incalzante, orchestrando un fecondo contrasto tra il rigore formale delle strutture poetiche e l’esplosiva anarchia tematica del contenuto. Nel percorrere i labirinti dell’interiorità e del paesaggio urbano, l’autore riesce a sublimare il disordine in un “sistema” autonomo, una lente indispensabile per decifrare l’alienazione e la bellezza convulsa del nostro tempo. Si tratta di un’opera destabilizzante e profondamente lucida, raccomandata a chi cerca nella poesia una forza rivelatrice, capace di dare voce alle contraddizioni irrisolte della condizione umana contemporanea.
